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domenica 15 marzo 2015

Internet delle cose

Se guardiamo le strade delle nostre città, ci rendiamo conto che nonostante il disavanzo tecnologico furono più puliti e organizzati i Romani a installare gli acquedotti, che noi a installare la fibra ottica. Le nostre strade ormai hanno più tagli del polso di un emo depresso. L'Italia è così, a causa della sua disorganizzazione non riesce mai a tenere il passo. E mentre qui si inizia a parlare di 4G, altrove già si parla di 5G. Addirittura grazie alla rete internet di quinta generazione, finalmente nel 2020 avremo finalmente lo IoT. Iot è l'acronimo di Internet of Things, e si intende la possibile evoluzione dell'uso della rete: gli oggetti praticamente comunicano tra loro attraverso Internet. Praticamente la sveglia suonerà prima in caso di traffico, le piante saranno loro a dirti che vanno innaffiate, se fai un malaffare su Ebay sarà il prodotto che hai acquistato a dirti che è un bidone...e tanto altro. Un altro passo verso l'ebetismo? Se ben usato credo che l'internet delle cose sia un'ulteriore comodità. Una cosa però è certa: quando una volta si immaginava la fine del mondo, si pensava a di palle di fuoco che si abbattevano sul pianeta, oggi basta un black out per mettere a rischio la razza umana.

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