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sabato 28 febbraio 2015

La caduta di Madonna

Dopo più di trent'anni di carriera passati al top, vendendo milioni di dischi, facendo moda e tendenza anche indossando una umile camicia da boscaiolo, o un semplice paio di sneaker, o un grezzo cappello da cowboy, per una rovinosa caduta, in giro c'è chi pensa che Madonna abbia iniziato il suo declino artistico. Essendo un'icona sempreverde non tutti forse ricordano che la signora Ciccone è nata un attimo un attimo nel 1958, e a 57 anni canta e si dimena come se fosse una tarantolata, ma alla fine di ogni sua canzone non ha il minimo cenno di affanno, anzi sembra rilassata come i bambini del coro dell'Antoniano. Poi c'è da considerare che la Regina del Pop è scivolata su un mantello lungo qualche metro e non per un errore personale. C'è stile anche nelle cadute. Tempo fa Katy Perry si tuffò su una torta, prendendo la classica panzata, e poi a causa della crema pasticciera, si ritrovò a sbiascicare sul palco come un'anguilla senza potere più rialzarsi. In una delle sue performances non ricordata per il suo abbigliamento perché praticamente era seminuda, Lady Gaga come la peggiore dei deficienti, mise un piede sullo sgabello e uno sul pianoforte, così da ruzzolare rovinosamente. Da piccoli dopo il divieto di aprire i cassetti, c'era quello di non salire su due sedie sedie contemporaneamente, perché la caduta era sistematica. 
Katy Perry non so se ci è o ci fa, ad ogni modo, è un caso perso, le origini sicule della signorina Germanotta sono solo formali perché sennò non prendeva una simile caduta, in quanto a Madonna, rimane sempre la migliore di tutte, le bastano solo un paio di forbici e fare un taglio al mantello, d'altronde converrà con me che finché è stata mezza nuda...le è andato sempre tutto bene....

venerdì 27 febbraio 2015

Il pioniere di WhatsApp Web

Avete presente quando da bambini vi regalavano quel giocattolino tanto ambito da pensarlo giorno e notte, ma che perdeva la sua bellezza già nel toglierlo dallo scatolo? Bene, così mi sono sentito io stamattina nel mandare il mio primo messaggio da WhatsApp Web. Che brivido, che sballo, soprattutto perché sono stato il primo tra i miei amici a farlo. Si gode sempre ad essere pionieri di qualcosa, così, un po per il gusto dire "quando io usavo WhatsApp Web, tu ancora bevevi il latte" e un po perché oggigiorno è raro essere i portatori di novità. Comunque io sono felice: innanzitutto perché non sapevo cosa scrivere stamattina (ovviamente non è vero, anche io ho il mio archivio di emergenza, ancora mi devo giocare l'articolo jolly sui venti anni della PlayStation tanto che adesso conviene che aspetti quando ne farà venticinque), poi perché Zuckerberg ha involontariamente dato una randellata a Messenger di Facebook che io proprio non sopporto perché sullo smartphone ti stalkera come il peggiore degli ex gelosi, e infine perché come dicevo prima mi sono sentito di nuovo un bambino. Chi ne godrà effettivamente dei benefici di WhatsApp Web saranno le batterie dei nostri cellulari, perché da oggi whatsappando direttamente su internet, eviteremo di controllare lo smartphone ogni trenta secondi come degli invasati, e lasceremo praticamente il nostro apparecchio in stand by per molto più tempo. Per accedere all'opzione che converge il vostro WhatsApp al Web si deve fare l'aggiornamento della applicazione e in due minuti magicamente convergerà tutto sul vostro PC, dopodiché godetevi quei secondi che WhatsApp Web ci mette per caricare le conversazioni, perché l'emozione svanisce giusto dopo i primi due o tre messaggi che scrivete... 

giovedì 26 febbraio 2015

Il drone fuorilegge

La parola drone già di suo incute un certo timore, e aldilà dell'uso già riporta a scenari Flemingiani. Nelle sue missioni James Bond ha usato i gadget più strani come il respiratore miniaturizzato o le sigarette esplosive, ma mai il robottino volante. Spectre, il nuovo capitolo della saga di 007 si sta girando a Roma. In questa sua nuova avventura un drone a James Bond potrebbe far comodo, ma potrebbe costargli anche molto caro se non prende l'attestato per poterlo pilotare. Infatti se un drone non è certificato, assicurato e chi lo guida non ha un attestato (un patentino), si rischia di andare incontro a multe che arrivano fino a 64.000 euro. James Bond ha avuto sempre a che fare con apparecchiature sofisticate, e farebbe bene a lamentarsi, perché magari se le cose venivano regolamentate prima di essere vendute, lui come tanti italiani non avrebbe comprato un drone che va dai 500 ai 2000 euro e che ora non può più usare.
Una cosa è certa, se nel prossimo film vuole pilotare un APR deve mettersi in regola, perché in caso contrario persino la licenza di uccidere non gli eviterebbe una bella multa salata...

Si rischia che con i droni ci faremo solo questo

martedì 24 febbraio 2015

Buon compleanno Steve Jobs

Oggi, 24 febbraio 2015, Steve Jobs avrebbe compiuto 60 anni, e ovviamente non è retorica dire che vive ancora nelle sue invenzioni...specialmente quando le stesse lo immortalerebbero in Brasile ancora vivo dopo aver subito un ipotetico trapianto di testa...(adoro le tesi complottistiche, perché a volte sono più fantasiose di George Lucas). Il Leonardo Da Vinci contemporaneo ormai è scomparso da più di tre anni, ma ancora le sue idee geniali sono capisaldi della tecnologia e non meri strascichi. Inutile elencare tutte le sue invenzioni, sarebbe un po come elencare i 10 comandamenti: non ti ricordi l'ordine ma bene o male li conosci tutti. Jobs non ha inventato il mouse, ma è quello che lo ha concepito per la larga scala, non ha inventato il touch screen, ma ai tempi degli Ipod funzionava già alla grande mentre gli altri dispositivi touch del tempo non andavano pigiati...ma trapanati, per non parlare poi di rivoluzioni come quella dell'IPhone che ha messo sull'astrico aziende come Nokia che era convinta che il flip phone resistesse, non capendo quanto stava avanti il pensiero Jobsiano.
Volente o nolente Jobs ci ha condizionato l'esistenza, a volte c'è chi interpreta male le sue idee (tipo chi passa la vita a farsi selfie...diciamo che l'Iphone è stato concepito per qualcosa di più complesso), meno male che il suo motto famoso Stay Hungry, Stay Foolish non è stato interpretato male, sennò saremmo tutti obesi e schizofrenici...
Buon compleanno Steve Jobs

lunedì 23 febbraio 2015

Febbre da Oscar

Ogni anno tra febbraio e marzo vengono assegnati gli Academy Awards, più comunemente conosciuti come gli Oscar. La famosa statuetta simile a Mastro Lindo prima che si desse al GH e al nandrolone, è il riconoscimento più importante del mondo cinematografico. Lo scorso anno l'Italia è stata protagonista con La grande bellezza, film che racconta la Roma di oggi. Ormai quello scenario è stato reso obsoleto da Mafia Capitale e dalle gesta memorabili di Marino, ultima tra tutte la partita Roma-Feyenoord, dove i tifosi olandesi si sono messi a giocare a chi rompeva più monumenti indisturbati, mentre oggi che si gira 007...la città è blindata...
L'Italia è comunque stata rappresentata degnamente da Milena Canonero, una che vince Oscar dal '76., ed è la degna erede della costumista statunitense Edith Head, una che di Oscar come migliori costumi ne ha vinti addirittura 8, ed è stata praticamente la Arturo Brachetti di Hollywood. La nostra Milena ha vinto la statuetta per i costumi di Grand Budapest Hotel
Noi italiani abbiamo questo amore spassionato per Holliwood, e tifiamo sempre i nostri connazionali, spinti dalla passione e dall'orgoglio di vedere un italiano che col suo impegno ce la fa. Così come i cittadini, anche le classi dirigenti si scoprono sempre orgogliose e fiere quando c'è da salire sul carro dei vincitori, non mi stupirei se nella imminente riforma della scuola venga aggiunta la materia costume...
Complimenti Milena

sabato 21 febbraio 2015

La prole di Youtube

All'età di 10 anni, Youtube ha deciso di metter su famiglia. Infatti a breve nascerà Youtube Kids. La prole di Youtube consiste in una App dedicata ai bambini, una versione del Tubo per dispositivi mobili semplificata per i discoli, con icone grandi e un design concepito proprio per i bambini di età inferiore ai 12 anni. Mettere icone adatte ai bambini è abbastanza inutile, visto che smanettano su tablet e smartphone come se li conscessero da sempre. I bambini di oggi non hanno bisogno di un layout alla Peppa Pig per capire come funzionano gli apparecchi tecnologici, sono così perspicaci che non sembrano più essere collegati al cordone ombelicale, ma a un cavo USB... Dal punto di vista dei contenuti invece, sposo in pieno il progetto Kids proprio perché la stessa arguzia che ormai distingue i pargoli del 21° secolo potrebbe farli arrivare a fruire di video non appropriati alla loro età. Spettacoli, Musica, Imparare e Esplorare sono le quattro categorie di accesso della nuova App. Come i social stanno regolamentando in caso di dipartita, così si pensa anche ai nascituri. 
Youtube ne fa una questione di intelligenza, beh, a questo punto dovrebbe fare anche una App dedicata agli idioti, visto che sono parecchi gli Youtuber a popolare questa sezione...

venerdì 20 febbraio 2015

25 anni di Photoshop

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona (forse perché non ancora aveva messo in considerazione di pagare i costi di gestione),.. Dopo quasi 2000 anni nostro Signore un giorno si svegliò e disse: «Adesso vedetevela voi a creare mondi nuovi e le persone perfette, perché io ne ho abbastanza»...e creò Photoshop...
Scusate il preambolo biblico, ma era doveroso omaggiare il programma che ha rivoluzionato il foto ritocco e ci ha resi tutti un po più belli. Da ormai 25 anni tutte le immagini si son fatte più sinuose, le cose più inguardabili hanno preso una forma gradevole: volti di ragazzi con brufoli che sembrano il Vesuvio sul punto di esplodere si ritrovano con pelli lisce come la piana di Giza, culi flaccidi sono diventati mongolfiere, fotomodelli robusti più o meno come un pacco di stuzzicadenti sono diventati grossi come Phil Heath. Tutto grazie al famoso programma della Adobe. Da sempre Photoshop mi ha affascinato, ma non tanto per il programma in se per se che ti permette di eliminare all'occorrenza sia l'occhio rosso che..la caccoletta appena intravedibile (non so nemmeno usarlo, figuriamoci), ma da sempre stimo chi lo ha creato, perché, signori miei, Photoshop è difficile da usare...figuriamoci crearlo!. La mia entrata in stile biblico vuole essere quindi un omaggio a chi ha inventato qualcosa di divino. I creatori del software sono i fratelli Thomas e John Knoll (quest'ultimo anche vincitore di un Oscar nel 2007 per i migliori effetti speciali del film Pirati dei Caraibi). Questi due fratellini per aiutare il padre fotografo...si inventarono Photoshop. Diciamo che i ragazzi hanno contribuito a migliorare l'azienda di famiglia inventandosi una cosa esagerata...un po come ha fatto il grande Michele Ferrero con la Nutella. Infatti come la nota cioccolata alla nocciola, anche Photoshop è uscito fuori dai confini casalinghi di papà Carter per andare a rivoluzionare sia il mondo della fotografia che quello del cinema e della pubblicità. In tutti questi anni, Photoshop è stato anche l'alleato tecnologico di uomini e donne che volevano piacersi giusto quel pizzichino in più, in fondo il ritocco digitale è un peccatuccio veniale, eh li fanno pure alla famiglia Pitt...perché non farli a noi.
Auguri Photoshop

giovedì 19 febbraio 2015

Twitter lo sporcaccione

In Inghilterra Twitter è finito sotto accusa perché ogni giorno sul social vengono postate circa mezzo milione di immagini pornografiche, più o meno lo stesso quantitativo che appare sulla gallery del cellulare di Rocco Siffredi. Non bastava la permalosità, non bastava la gelosia, Twitter è quindi pure uno sporcaccione. In effetti non ci vuole chissà quale ricerca arcana per trovare sul social profili di persone che mettono in mostra tutte le loro grazie, o portali pornografici che, diciamo fanno un'ottima pubblicità al loro operato. In fondo però è il porno e tutto quello che ci ruota attorno ad essere sbarcato su Twitter, questa volta la colpa non è di certo solo dell'uccellino più famoso del Web. Intanto in Inghilterra i deputati criticano l'assenza di filtri da parte del colosso americano, ma per il momento a Dorsey e compagnia pare che da un orecchio sia entrato e da un altro uscito. Libertà di poter far vedere quello che si vuole? Certo, ma a volte è meglio solo sentire il cinguettio che dover vedere proprio l'uccellino...

Io scrivo per avere la possibilità di lavorare nell'industria culturale, ma se dovessi campare di pubblicità, il che non mi sembra realizzabile dato che guadagno qualche euro annui perché nessuno clicca sulla pubblicità, di certonon mi dispiacerebbe. Così anche Twitter nella vita vorrebbe fare  il microblogger, ma se qualcuno gli fa fare i film porno...a lui può fare solo piacere, come dicevano il latini: Pecunia non olet...

martedì 17 febbraio 2015

Google, lascia o raddoppia

Durante la sua ormai quasi ventennale carriera, Google ha sempre ragionato come se stesse giocando a un quiz televisivo. Quando si ritrova tra le mani articoli che non funzionano, proprio come se fossero un pacco di Affari tuoi, a Mountain View si pronuncia la fatidica frase "rifiuto e vado avanti" abbandonando il progetto. Uno delle ultime defezioni avvenuta in casa Google è stata la chat Helpouts. Secondo me questo servizio era davvero interessante, peccato che in Italia non è proprio arrivato. Praticamente questa chat sarebbe stata una specie di tutorial interattivo, dove ci si poteva poteva confrontare con esperti dei vari settori (Arte, Musica, Computer, Cucina, Elettronica, Istruzione, Fitness, Moda, Salute, Casa e Giardinaggio) che ti aiutavano rispondendo alle tue domande. In base al tipo di prestazione, il contatto con l'esperto sarebbe stato gratuito o a pagamento, Tuttavia il servizio a Google costava, ma la community...non è cresciuta (troppo esperti questi anglofoni), così Google, non avendo raddoppiato...lascia

domenica 15 febbraio 2015

Avere un Iphone

Ogni anno Apple, per la gioia dei suoi fan, propone il suo nuovo Iphone, così che non si fa in tempo a finire di pagare il precedente, che già ti tocca iniziare con le rate del nuovo. C'è qualche caso disperato in giro che sta pagando ancora le rate del 4s, ma che imperterrito continua a comprare l'ultimo Iphone uscito. Tutta questa esigenza di correre verso il nuovo nasce dal fatto che i prodotti della mela essendo degli status symbol, si fanno obsoleti in una velocità sconcertante. Io vado in giro con uno smartphone media fascia datato di un competitor di Apple e nessuno mi dice niente, vivo la mia vita con estrema tranquillità, ma se dalla tasca cacciassi un Iphone 4, la gente mi guarderebbe quasi con risentimento, come se dovessi vergognarmi di qualcosa. Non vi dico che vita infelice è toccata a chi ha comprato un Iphone 5c... Questo poveretto non solo ha speso 600 euro per un telefono di plastica, ma si ritrova ad esser visto come se avesse l'ebola. 
Lo stesso motivo che spinge i fan più accaniti a sbarazzarsi di un Iphone appena superato dal suo successore, spinge gli stessi a fare quelle file chilometriche fuori un Apple Store. Non dormire un paio di notti, solo per avere il telefono il giorno della sua uscita sembrerebbe una cosa impensabile...e invece è realtà. Prima di rottamare il vecchio Iphone non bisogna dimenticare di  praticare il rito di passaggio che consiste nel fare la foto al nuovo smartphone da condividere sui tutti i social. 
Se riesumassimo i nostri nonni, alla vista della fila fuori un Apple Store i poverini penserebbero che in quei punti, con la tessera fascista, ti danno la frutta... 

Sanremo, i Conti...tornano

Una volta Maurizio Costanzo, uno che, se la vogliamo dire alla maniera di Shakespeare, è fatto con la stessa materia di cui sono fatti...i programmi, disse che Carlo Conti si può definire un mediano della televisione, quello che ti può condurre qualsiasi programma sempre con ottimi risultati, e Sanremo pare ne sia stata la prova. Parlando anche di tendenze era doveroso dedicare uno spazio alla settimana Sanremese. Personalmente io stimo Carlo Conti perché da ha sempre fa programmi con 20 euro di budget. La 65° edizione del festival ha avuto picchi di ascolti che non si registravano dai tempi d'oro di Baudo, roba da far andare in tilt i meter auditel. Vince questa edizione Il Volo, dopo un rush finale con Nek e Malika Ayane. Della canzone vncente io non ho capito una parola, ma ho apprezzato le doti canore. I tre ragazzi non sono rusciti a fingere di essere emozionati dalla vittoria, che già sapevano loro da martedì, ma d'altronde sono abituati ai grandi palchi. Già è online il video ufficiale della canzone bello che firmato VEVO (ed è anche abbastanza trash). Il trio vincente è stato confezionato da Michele Torpedine e Tony Renis come se fossero un Big Mac, da qualche parte avranno anche stampati i codici a barre che puoi leggere con un Barcode Scanner, ciò non toglie che siano bravi a cantare. Aldilà delle qualità dei Bocelli in erba, plauso ai comici (Siani... fa l'attore...) la Raffaele fantastica, Gianluca e Marta divertentissimi, caratteristica che, come ha dimostrato appunto Pintus, non è tipica di chi fa Zelig. Conti venendo dalla radio ha una marcia in più, ha saputo superare le situazioni imbarazzanti, che sia stata la fervida fede del signor Anania o la classifica errata che invertiva Nek con Nina Zilli, ha saputo vendere gli Spandau Ballet come se fossero i Beatles e Ed Sheeran come se fosse Bruno Mars. Averne gente così...lo sa bene Giorgio Panariello che grazie all'amico di una vita si è potuto (e saputo) prendere la giusta rivincita con Sanremo....Evviva Carlo Conti.

sabato 14 febbraio 2015

10 anni di Youtube

Il 14 febbraio è la data più amata dagli innamorati, infatti il giorno di San Valentino ricorre la festa dedicata a tutti i piccioncini in amore. Tuttavia un domani questo giorno potrebbe diventare una data commemorativa: dieci anni fa, il 14 febbraio 2005, nasceva Youtube. La piattaforma dedicata alla condivisione e visualizzazione in rete dei video ha solo 10 anni ma ha già cambiato non poco il modo di vedere le cose, anzi...di farle vedere. Dare i numeri di Youtube è praticamente impossibile: essi crescono in maniera vertiginosa di secondo in secondo, un po come il debito pubblico americano. Certo è che conta oltre un miliardo di utenti, ogni giorno milioni di ore visualizzate, ogni minuto vengono caricate 300 ore di video. Tralasciando il fatto che solo gli Dei perché immortali possono vedere tutti i video caricati sul famoso tubo, la statistica più impressionante è quella che riguarda i dispositivi mobili, che si sono rivelati una vera e propria El Dorado: metà delle visualizzazioni ormai provengono da smartphone e tablet e le entrate da questi dispositivi aumentano di anno in anno del 100%. Youtube si evolve anche in termini economici, d'altronde è un marchio Google, quindi può essere solo una macchina da soldi. 
Essendo noi i nativi digitali, non ancora diamo la giusta importanza a certe cose, magari non affibbiamo la giusta importanza a Youtube perché in questi dieci anni abbiamo visto milioni di idioti (e ne vedremo ancora, questo è un dato certo), che si avvicendavano per raccogliere visualizzazioni sul famoso portale (come già scrissi, si salvano anche dovute eccezioni come Maccio Capatonda). In un futuro non molto lontano Youtube farà parte del quotidiano come è stata per noi la TV e la Radio. Eh si perché un domani magari si dovranno abituare a fare a meno del petrolio, dell'alluminio o della plastica...ma del web proprio no...
Happy Birthday Youtube

venerdì 13 febbraio 2015

Ereditare Facebook

Una volta ti veniva chiesto se alla tua morte volevi donare gli organi, oggi ti viene chiesto se vuoi donare...i social. Scherzi a parte, Facebook ha deciso di istituire una funzione che consente di indicare un erede digitale in caso di decesso. (non iniziate a nominare eredi perché per ora solo attiva negli USA). A quel punto, l'ereditiero potrà decidere se cancellare il profilo o trasformarlo in uno commemorativo, e, in questo caso, si avrebbe un profilo attivo a tutti gli effetti solo che accanto al nome dello scomparso appare la scritta Remembering. Questa nuova funzione, chiamata Legacy Contract, era sicuramente un tassello che mancava nell'immaginario del giovane Zuckerberg quando creò Facebook, ma oggi che gli utenti sono quasi un miliardo e mezzo, era doveroso risolvere questo tipo di problematica. Anche io ho pensato a una App che ci fa interagire con i defunti (ma non ve la dico sennò me la rubate). Tutti iniziamo a porci domande su come collocare l'aldilà nel mondo social. Vorrei capire ora se nasceranno lotte per ereditare quegli account che valgono milioni di dollari, quelli dei famosi che hanno la spuntina blu, ma ovviamente, siccome non auguro la morte a nessuno, lo voglio scoprire tra cento anni...

giovedì 12 febbraio 2015

FataLogin

Quando Facebook acquisì WhatsApp, la cosa necessaria da fare era...non fare niente. Nel mondo delle App la volubilità degli utenti è simile a quella di una ragazza lunatica sotto esame e col ciclo, e di conseguenza il numero di fruitori può spostarsi in massa verso applicazioni speculari per il minimo problema sollevato. Un po fece Mosè e il popolo ebraico nell'Esodo, diciamo che cambiano i tipi di problemi, quelli di Mosè erano legati alla schiavitù e quindi un tantinello più seri, ma il risultato è simile: una massa indiscriminata di persone che si spostano da un posto all'altro. Nel caso di WhatsApp, le Terre Promesse pronte ad acceogliere nuovi utenti sono una marea: Wechat, Line, ChatOn, Kik Messenger, Viber e potrei continuare fino a dopodomani. 
Già i rumors dell'ormai celebre spunta blu destò parecchi problemi. Però si sa, questi ragazzi americani che inventano social... per essere miliardari, così fessi poi non sono. Una volta acquisito WhatsApp, Zuckerberg & co. non hanno fatto cambiamenti eccezionali, anzi, spunte a parte, hanno migliorato agiungendo la chiamata vocale alla App senza denaturarlo più di tanto.
Sotto sotto però, la voglia di mettere le mani su Whatsapp e farlo a immagine e somiglianza di Facebook c'è sempre stata e si scopre che si stia studiando un'unificazione tra WhatsApp e Facebook. Io credo che il buon Mark e i suoi accoliti sappiano il fatto loro. Nel mondo dei social le condizioni coatte sono controproducenti, nessuno a suo tempo mi disse di iscrivermi su Facebook eppure io e un altro miliarduccio e mezzo di persone lo abbiam fatto, Per il momento, niente allarmismi, le prove tecniche che stanno facendo riguardano solo il login. ma se WhatsApp dovesse diventare il sostituto di messenger di Facebook, farò anche io il mio esodo. Se il login sarà fatale o no, lo scopriremo a breve...

mercoledì 11 febbraio 2015

A prova di gorilla

Quando si deve pubblicizzare un prodotto ultraresistente nell'immaginario collettivo appare sempre lo scienziato con evidenti tratti asiatici che spiega come funziona il materiale in questione. Per dare un immagine chiara di resistenza a urti e graffi, la Corning ha chiamato i suoi vetri temperati Gorilla Glass, così da far pensare a uno scimmione che salta su un vetro infrangibile. Pare che il nuovo Gorilla Glass (il numero 4 della serie) sia resistente come lo zaffiro sintetico (quello che adotta Apple) per quanto riguarda i graffi, ma lo superi di gran lunga rispetto agli urti.
Tuttavia ho sempre notato che apparecchi di secondo livello che montano la serie 1 e 2 dello scimmione, sono molto resistenti rispetto ai loro cugini più altolocati. Ho visto telefoni top gamma rompersi cadendo da un tavolino, e invece smartphone da 150 euro uscire illesi da voli di alcuni metri, come se fossero dei Super Santos. I video dimostrano che i nuovi vetri sono decisamente migliori dei passati (https://www.youtube.com/watch?v=8ObyPq-OmO0). Io sono sempre dell'idea che una custodia e una buona pellicola tolgono abbastanza bene le castagne dal fuoco...

martedì 10 febbraio 2015

I salti di Spider-Man

Se pensate che se per salto di Spider-Man intendo descrivere il suo ballonzolare da un grattacielo all'altro con le sue ragnatele, beh, vi sbagliate di grosso! Ultimamente Peter Parker non si limita più a saltare da un capo all'altro di New York, ma anche da una major all'altra. In principio l'Uomo-ragno era della Marvel, che vendette i suoi diritti alla Sony per 7 milioni di dollari (cifra oggi ridicola, praticamente è come se quindici anni fa avessimo acquistato il Real Madrid per 300 euro), e oggi Sony annuncia che nel 2017 Spider-Man ritorna di nuovo al mondo Marvel attraverso una partnership stipulata dai due colossi. Tutto questo per impastare di nuovo tra gli Avengers l'aracnide supereroe e intrecciando storie su storie che sbancano i botteghini. E tra un salto e l'altro, tra promesse spettacolari di incontri con altri miti dei fumetti, la Sony quatta quatta in pochi anni  resetta per la terza volta la saga. Lo Spider-Man di Sam Raimi (per intenderci quello della prima saga) ha avuto circa una decina d'anni di vita, ma The Amazing Spider-man è durato più o meno il tempo di un calippo a coca-cola esposto al sole di agosto. Aspettando con trepidazione la nuova, ennesima, saga sul supereroe newyorkese, mi domando se alla Sony mancano le idee...o la voglia di spendere soldi....

lunedì 9 febbraio 2015

Google, la fucina di idee

Google non è solo un semplice motore di ricerca. Avete presente Leonardo Da Vinci? Leonardo era un po lo startupper del suo tempo, e i mecenati di allora erano un po le venture capital di oggi. Non solo Google acquista prodotti già affermati (come per esempio Youtube) spendendo miliardi di dollari con la scioltezza che noi non abbiamo manco quando compriamo Parco della Vittoria a Monopoli, è inoltre investitore di nuove idee da sviluppare e realizzare. Megalomania? Semplicemente sopravvivenza. Più la macchina si fa grande e più è difficile gestirla. Google cerca di inventare per primo sui prodotti del futuro, e quando non può perché Pinco Pallino ha fatto prima di lui...si compra il signor Pinco Pallino facendogli... un'offerta che non si può rifiutare. In questo campo vale l'idea, che se piace al web acquista valore miliardario, poi c'è chi decide di venderla, magari a 1,6 miliardi di dollari (come nel caso di Youtube) e ritirarsi su una bella isola tropicale, e chi...la compra. Comprare comporta responsabilità, ma anche un certo prestigio. Magari adesso Chad Hurley si sta godendo il sole dei Caraibi, ma non potrà mai entrare nella top ten degli uomini più potenti al mondo come come Larry Page e Sergey Brin.

domenica 8 febbraio 2015

La chiamata su WhatsApp

Vorrei sapere che fine hanno fatto tutti quelli che credevano catastrofico l'acquisto di WhatsApp da parte di Facebook, e gridavano al complotto difronte all'innovazione della spunta blu. Certo la spunta pigmentata non sarebbe passata inosservata manco a Rino Gaetano, e forse sarebbe rientrata nella sua Nuntereggae più se l'avesse scritta oggi, ma da qui ad essere il simbolo dell'apocalisse...ce ne passa. Parecchi non hanno gradito la fusione della App di messaggistica mobile col social di Mark Zuckerberg, c'è chi ci è convinto che l'imprenditore statunitense ci controlli manco fosse uscito da 1984
Vorrei sapere però che fine hanno fatto oggi quegli stessi catastrofisti mentre WhatsApp annuncia che a breve si potranno fare le chiamate vocali. Questa App è stata sempre la migliore perché estremamente smart, perché  è l'unica che prende anche nella galleria del San Gottardo o nell'ascensore del Burj Khalifa e, se mantiene la sua leggerezza anche nel campo delle chiamate, siamo difronte a una nuova era WhatAppiana. Per citare nuovamente il grande Rino: la spunta è sempre più blu...
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sabato 7 febbraio 2015

Samsung corre verso la casa intelligente

Avete presente il tizio che inventò gli scacchi e la storiella del chicco di grano elevato alla seconda per ogni casella? Bene, potreste adottare lo stesso stratagemma quando vi sposate e proponete ai vostri parenti una lista nozze con solo pochi elettrodomestici, giusto quelli che servono per vivere una vita confortevole...chiedete la chef collection della Samsung, venuti fuori dall'European forum di quest'anno, loro si fanno una risata, ignari che dovranno fare un finanziamento. Partiamo da  un presupposto, io sono di parte, e cioè sono da sempre innamorato della domotica e non vedo l'ora che arrivi il tempo anche per noi comuni mortali di poterci fare una casa intelligente. La strada imboccata sembra quella giusta, la venuta dello smartphone ha abbattuto tutte le barriere e ha accelerato le cose. Samsung che produce praticamente di tutto (conta circa una cinquantina di settori di investimento diversi) ovviamente è quello che ne può giovare di più: l'idea è avere un telefono Samsung, che può controllare una smart tv Samsung, una lavastoviglie Samsung, un fornello Samsung, una lavatrice Samsung, insomma....per chi ancora non lo avesse capito, Samsung vuole farci comprare da lui pure le lettiere del nostro gatto, con in cambio però il vantaggio di ricevere una notifica di quando c'è da cambiare la sabbiolina. Tornando alla chef collection, io mi accontento di una cosa minimal: un fornello, una lavastoviglie un frigo e una cappa, che, è vero che a conti fatti verrebbero a fare circa 12000 euro, ma se li collego alla APP di giallo zafferano cucinano da soli....

venerdì 6 febbraio 2015

Twitter, l'uccellino permaloso

Già in passato in questo post avevo riscontrato in Twitter il sentimento della gelosia. Le avversità del noto social, erano rivolte a Instagram, che poverino ha la sola colpa di contare più utenti di lui. Oggi si scopre che Twitter non solo è geloso, ma è permaloso a tal punto che Walter Mazzarri al confronto...è un tipo bonario...Leggendo qualche articolo scopro che negli ultimi tempi l'uccellino se l'è presa con Apple. Pare che quelli di San Francisco (sede di Twitter) additino le colpe alla casa di Cupertino (sede di Apple) per la mancata crescita di utenza . In questo campo, quando si accusa qualcuno, lo si fa con tante di quelle statistiche alla mano, che se non fossero rinchiuse in un hard disk ma messe su carta, ne uscirebbero tanti fogli quanti ce ne sono all'archivio del tribunale di Bologna. Twitter si è fatto due conti, e avrebbe riscontrato le cause della perdita dei 4 (potenziali) milioni di utenti nell'ultimo trimestre del 2014 in una falla presente nell'aggiornamento di IOS8 (e che falla, se pensiamo che non faceva accedere a Twitter). Il volatile social era in angoscia perché quando si deve dare conto a Wall Street i dirigenti delle aziende sono sempre in bilico tra lo stappare champagne e il mettersi cappi al collo. Per il momento, il contraccolpo non si è ancora manifestato, sono calati gli utenti previsti, ma le entrate sono state decisamente maggiori dell'immaginato (479 milioni di dollari di entrate contro i 453 previsti).  Per adesso il comportamento di Twitter può essere sintetizzato da un'espressione vernacolare partenopea: Chiagne e fotte. Si perché mentre si lamentano a destra e a manca, si è chiuso un accordo con Google per indicizzare senza filtri i tweet sul motore di ricerca. Così che, una volta aperta la voliera, i volatili lerceranno i candidi vestiti dei finanzieri di Wall Street.

mercoledì 4 febbraio 2015

Come viaggiare sicuri in futuro

In principio Google creò Uber per opera della sua mano caritatevole, poi si scoprì che era conveniente viaggiare, ma non proprio in sicurezza, e decise allora di lavarsene le mani e diventare suo nemico...
Che cosa è successo: alcuni autisti di Uber sono risultati affidabili come il tassista del collezionista di ossa, a quel punto Google non solo si è staccato da Uber, ma ha deciso di diventare suo competitor. Così da Mountain View, hanno iniziato a studiare un servizio di noleggio auto senza conducente. L'idea è ottima, ma ancora poco concepibile per il nostro Paese e non perché siamo retrò, anzi, non possiamo mangiare ma abbiamo tutti l'ultimo Iphone che uscirà già prenotato a rate, ma perché questa macchinina non credo che sia concepita per i fossi delle nostre strade che sono più prossimi ai crateri lunari, non credo siano intelligenti al punto di guidare senza strisce bianche a terra. L'unica cosa cui credo sia facile, è poterle programmare in risposta al comportamento degli altri autisti: se non c'è l'autovelox, al rosso...è verde...
In futuro, per viaggiare in tutta sicurezza mi affiderei ancora ai cari vecchi taxi
In alcuni crateri stradali, questa auto ci entra per intero

lunedì 2 febbraio 2015

Pirate Bay, riapre la Tortuga del Web

Chi nella vita non ha mai indossato il cappello di Jack Sparrow e non è mai approdato a Tortuga? Detta così sembra che Pirati dei Caraibi mi abbia dato alla testa, se invece stessi metaforizzando in termini di pirateria informatica, e Tortuga rappresentasse Pirate Bay...beh allora il cappello l'abbiamo indossato un po tutti. Chi più chi meno, la marachella informatica ha fatto parte delle nostre abitudini. E meno male che siamo approdati sempre da casa sulle spiagge illegali del web, perché la baia dei pirati più frequentata al mondo (75° sito più frequentato secondo Alexa Internet) non è sita in una calda isola tropicale, bensì in Svezia. Il 9 dicembre 2014, la sovrana guardia dei mari svedesi, navigò alle volte di quella costa ove vigevano cattivi costumi, dove dimoravano i fuorilegge e si consumava il peccato, e con una battaglia d'arme riportò quel luogo a vita nuova, arrestando tutti i furfanti di quel posto, dediti a viver di razzie. Sulle spiagge dove una volta incombeva la presenza del diavolo, oggi sventola la crociata bandiera di Svezia... In pratica... la polizia postale ha chiuso il sito e ha arrestato Peter SundeGottfrid Svartholm e Fredrik Neij, creatori del sito (scusate la licenza Salgariana, ma mi piaceva raccontarla così). Come preannunciato il portale dal 1 Febbraio è tornato online, e un po come si fa nella politica, si cambia logo (in questo caso è stata adottata una bella fenice per spiattellare alle autorità la forza di riemergere sempre) e si estromettono i vecchi corrotti inserendo volti puliti. Oddio, scusate la gaffe, questo passaggio non è necessario nella politica....
Francamente a me piaceva più questo come logo

Maccio, il Robin Hood di Youtube

Quelli della mia generazione si sono mangiati le mani perché hanno visto persone stupide arricchirsi all'aumentare della loro demenzialità. Tanti acuti individui hanno scritto, hanno fatto lavori multimediali su internet di grande valore intellettivo, nella speranza di poter distinguersi dalla Babele di Internet e lavorare nell'industria culturale, ma si sono visti sempre superare da obbrobri come i video idioti di Frank Matano, uno famoso per i suoi scherzi telefonici stupidi, che riceve milioni di like se imita il tonno spiaggiato, e che le Iene ....hanno ingaggiato...roba da far trasformare Giulio Golia in Hulk. Meno male che in ogni campo, in ogni settore, esiste sempre il Robin Hood della situazione, il supereroe da tifare. Il mio è ovviamente Maccio Capatonda. Lui e la sua compagnia stanno a Youtube come Elio e le storie tese stanno alla musica leggera, entrambi nel loro settore veri mostri sacri dal punto di vista tecnico, che decidono di denunciare le cose in chiave diversa. Marcello Macchia è persona di livello e di grande senso critico, che attraverso la demenzialità fa una denuncia sociale forte. Da quando ha iniziato a fare le parodie dei servizi che mandano ai telegiornali, io non posso più vedere Studio Aperto, perché mi viene da ridere pure difronte al più drammatico dei fatti di cronaca. Italiano Medio ha ritratto la nostra realtà, potrebbe essere definito la grande bellezza in chiave demenziale, dove il protagonista non è Gambardella, ma un Fantozzi moderno...
Quale personaggio della compagnia Capatondiana più ti piace? rispondi al sondaggio nella pagina principale
#amechemenefregaame

domenica 1 febbraio 2015

Buon lavoro Presidente

Se in futuro vogliamo ancora parlare di tecnologia, davanti gli aspetti politici possiamo pensarla come il grande Maccio Capatonda#amechemenefregaamme. Se però vogliamo continuare ad avere i soldini per comprarla...la tecnologia, ci dobbiamo augurare che la politica faccia bene il suo lavoro. Al fine di tornare a essere quel Paese che produceva come la Cina di oggi, faccio tanti auguri al nostro nuovo Presidente Mattarella. La stampa internazionale dedica poche righe al nuovo inquilino del Quirinale, e quello che hanno scritto sembra abbastanza fonte Wikipedia. Certo non ha la fama di Prodi, ma a noi basta che ci salva dai centinaia di bug che abbiamo in parlamento, e che sia un buon antivirus per la Costituzione...