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mercoledì 31 dicembre 2014

Tirando le somme

Un anno alle spalle e si tirano le somme. Il 2014 è stato l'anno dei droni che attualmente hanno l'utilità delle Micro Machines, della musica in streaming, che ti consuma tutti i dati a pacchetto, l'anno dei Blackphone, che costano quanto un'isola di un atollo caraibico, e sono utili solo ai malfattori. Se pensate che queste sono le invenzioni flop...beh, vi sbagliate, queste sono le top.
I flop del 2014 sono stati ben altri: che siano scarpe, occhiali o orologi, non siamo ancora abituati a vestirci come i Jetson, Uber è stata la migliore App per gli stupratori e, sfortuna delle sfortune, il flop è stato il portafoglio digitale dall'"azzeccatissimo" nome "Isis" (in queste occasioni mi chiedo perché io devo stare qui a scrivere e loro fanno i direttori Marketing).
Speriamo che il 2015 ci regali qualcosa di più sensato....
Buon Anno

martedì 30 dicembre 2014

"The Interview" e i sold out inaspettati

Qualche giorno fa scrissi in un mio post che mai avrei criticato gli Hacker perché avevano crivellato la Sony come la Mafia fece col commissario Cattani nella Piovra. Ma oggi mi rimangio le parole, vi prego attaccatemi!
Il motivo è semplice, "The Interview" avrebbe avuto più o meno gli incassi di "Alex l'Ariete"(non so se ve lo ricordate, era quell'obbrobrio con Michelle Hunziker e Alberto Tomba, visto soltanto da 597 spettatori), ma invece, grazie ai cyber attacchi alla casa nipponica, negli States sta collezionando sold out in ogni sala cinematografica. La Sony inizialmente mi faceva pena, ma ho avuto poca fede, perché alla fine vincono sempre i più forti....

sabato 27 dicembre 2014

FIRE phone 2, lo smartphone di Amazon

Che il signor Amazon non è un fesso, lo sappiamo già da tempi non sospetti. Oltre ad aver messo in commercio l'ebook, è un bazar che ha sviluppato al meglio il concetto di Coda_lunga. Ma anche il mercato più frequentato del mondo ha i suoi scheletri nell'armadio. Infatti l'azienda provò a lanciare il suo Fire già qualche mese fa, ma è stato un flop tipo al pari solo della Lancia Flavia di Marchionne. Praticamente è più potente il Kindle paperwhite che lo smartphone statunitense. Però, dal Rio delle Amazon non si sono scoraggiati e nel 2016 uscirà un nuovo modello, completamente rinnovato e leggermente più economico. La speranza è che non usino come termine di paragone il precedente dispositivo, perché nel 2016 i competitors lanceranno....gli "Shuttle"....

venerdì 26 dicembre 2014

il touchscreen fa bene al cervello

Uno studio dell'Università di Zurigo ha dimostrato che l'uso del touchscreen fa bene al cervello. Finalmente buone notizie, perché, a parte i rischi di gobba in stile dromedario per smanettare su tablet e smartphone, a parte l'inebetimento dei bambini che conoscono la sezione del Play Store dedicata ai giochi meglio dei fondatori di Google, e passano l'infanzia solo a giocare, a parte il colesterolo nel sangue che cresce in maniera esponenziale nei ragazzi perché fanno merenda ma bypassano le due tre ore in compagnia del Super Santos, pare che abbiamo un cervellino che si sta sviluppando alla grande grazie all'intuitività che applichiamo attraverso l'uso delle dita. Saremo tutti dei bradipi, ma almeno intelligenti...

BUON NATALE

Che sia coreano, cebuano o malabarese (che non è il dialetto di Bari scarsamente pronunciato, ma...molto peggio), il nostro augurio natalizio può arrivare in tutti gli angoli del globo grazie all'utilissimo Google Translate...
            عيد ميلاد مجيد      מערי ני    טל            merry christmas
       yuul   Häid jõule   मेरी ख्रिसमस          Sretan     
        frohe weihnachten      Božić          feliz navidad      feliz natal  
        메리 크리스마스   സന്തോഷകരമായ ക്രിസ്മസ്
          Gleðileg jól    Ezi Ekeresimesi          Joyeux Noël            Glædelig jul

mercoledì 24 dicembre 2014

Ebay per riciclare i regali di Natale

Il peggior reato di questo periodo è il riciclaggio di regalo brutto. Ammettiamolo, ognuno di noi nella vita è stato vittima e carnefice di questo peccato veniale. La cosa più brutta del regalo riciclato, è che ti ritorna indietro. Eh si, possono passare a volte anche decenni, ma quella bottiglia di porto invecchiato (fin troppo) ti ritornerà indietro come un boomerang australiano, e, quel regalo che sostanzialmente non piace al tuo nipotino...non piaceva nemmeno a te quando eri piccolo...perciò sta ancora lì che gira come un beyblade...
Anche per la pratica becera del riciclaggio, la tecnologia ci viene in soccorso. Eh si, perché oggi il regalo che ha il gradiente pari a un calcio negli stinchi, oggi lo piazzi su Ebay, ci fai profitto, e sicuramente va nelle mani di qualcuno che spezzerà questa infinita catena di Sant'Antonio. 
Il sito di aste più famoso al mondo mette fine ad un'altra tradizione natalizia...

martedì 23 dicembre 2014

Adesso me la paghi...

Dopo circa una settimana dagli attacchi alla Sony Pictures per evitare l'uscita del film "The Interview", gli americani subito hanno attaccato Pyongyang. Pare che praticamente in NordCorea si possano connettere giusto una decina di persone, e cioè Majin Bu e i suoi accoliti. Bene, pare che da ieri Baraccone Obama ha vietato l'accesso sul web, pure a questi pochi eletti. Pare che prima di accorgersi dell'attacco, Kim Jong Un abbia mandato al patibolo una decina dei suoi scagnozzi solo perché non riuscivano a connettersi a internet...
Finché questa guerra si fa sul web...siamo tutti contenti, anzi finché è Cyber...la guerra Mondiale...non fa male.

lunedì 22 dicembre 2014

Digital Detox e Auguri di Natale

Il Guru del Digital Detox. ovvero tale Keith Ferrazzi, uno che praticamente ha scritto due best seller su questa pratica ed è CEO di un'azienda che lavora nell'ambito delle relazioni umane, per Natale invita tutti a "staccarsi" per 72 ore dagli apparecchi tecnologici. Ora, signor Ferrazzi dico io, tra tanti giorni che si può sospendere l'attività digitale, proprio a Natale che si mandano gli auguri? Le conseguenze sarebbero catastrofiche: i conoscenti penserebbero che sei uno scostumato a non ricambiare gli auguri fatti, amici e parenti, invece, convinti che non puoi trovarti a casa perché tante le chiamate che ti hanno fatto, il tuo telefono sembra essere diventato un call center indiano, inizierebbero a perlustrare i luoghi più angusti della città e contatterebbero "Chi l'ha visto" per dovere di cronaca, e Barbara D'Urso...per una bella comparsata. Il concetto di Digital Detox è nobile, per carità, ma gli auguri vanno fatti!!!

domenica 21 dicembre 2014

La differenza tra me e Lapo Elkann

Tra me e Lapo Elkann la differenza sta nel conto in banca. Ok, ora fate uscire la voce fuori campo del "Gratta e Vinci" che intona lo slogan "ti piace vincere facile" e cantiamo tutti ponci ponci popopò. Facile dire che tra me e Lapo la differenza è il numero di zeri nel conto e un nonno giusto un po' più famoso, potente e nobile del mio. 
La vera differenza me e lui, sta nel fatto che Lapo è glam e purtroppo io no. Se io mi vesto con i panni americani sono un pezzente, se lo fa il rampollo di casa Agnelli...è stiloso. Se io ho i capelli tipo la Gorgone Medusa sono ridicolo, se Lapo esce così scapigliato che non potrebbe metterci mano manco Edward mani di forbici...è stiloso. Avere stile non risiede negli occhiali di velluto dal costo di 1000 Euro, non risiede nel poter rovinare una Ferrari facendola mimetica come noi roviniamo le felpe consumate con coloreria italiana giusto per vedere come escono, non risiede in una Cadillac noleggiata per andare a surfare a Malibù, quelli sono i dettagli....è Lapo che è glam, non il mondo che gli sta attorno...

sabato 20 dicembre 2014

Cardboard, l'occhiale del futuro...è di cartone

Un paio di occhialetti di cartone ti fanno vedere la strada. Non siamo tornati agli anni Ottanta, ma, ahimè, questo è il futuro. Cioè praticamente noi possiamo vedere la strada con la realtà virtuale Street View, con uno scatolino a forma d'occhiale dove va adattato lo smartphone. Ora, innanzitutto, con 20 dollari lo potevano fare anche di plastica, ma poi, finché usiamo il Cardboard (così si chiama sto cartoncino) nel tepore della nostra casa, va tutto bene, "viaggiamo" in piena sicurezza, però vi ricordo che per la strada esistono ancora: le auto, i tombini, i  marciapiedi, i lampioni, anche le cacchine a volte, che non sono poi così virtuali. Siccome ho visto persone rischiare la vita mandando un whattsapp, figuriamoci che succederebbe se si indossassero questi occhialetti. 
Il nostro cammino è ancora irto di ostacoli....

venerdì 19 dicembre 2014

Shazam

Che bello poter prendere lo smartphone e sapere qual'è il titolo del brano che stai sentendo, peccato che non è da sempre così.
Una volta per segnarti il titolo di una canzone dovevi  fare la posta alla radio, e succedeva sempre che dopo essere stato quei due tre minuti con l'orecchio talmente attento che rischiava di farsi a punta tipo elfo, e ti distraevi proprio quando rivelavano il titolo. Poi nacque MTV...una rivoluzione, perché il titolo ti appariva in sovrimpressione all'inizio e alla fine del brano...non ho mai capito perché la canzone la acchiappavo sempre in mezzo.... L'inconveniente qui era che non trovavi mai una penna nei paraggi, e quando la reperivi ti eri dimenticato il titolo perché... non eravamo poi così ferrati in inglese. 
E sempre lì a pensare: magari facessero un app (va al maschile perché all'epoca app sarebbe stato il diminutivo di apparecchio) che ti dice i titoli delle canzoni che stai ascoltando. Il concetto più vicino a quest'idea era l'accordatore per chitarra che costava 50 mila lire, che ti rilevava quel LA solo dopo che te l'eri accordata per fatti tuoi. Poi un giorno, tutto si avverò: Shazam. Questa applicazione funziona tipo l'Uomo gatto, in pochi secondi ti da tutti i dati che vuoi di quella canzone. E così, oggi il neomelodico conosce il titolo di un'opera lirica e il rapper sa che De André non è tutto attaccato....
Thank you Shazam 

giovedì 18 dicembre 2014

Hacker attaccano la Sony:"The Interview" non sa da fare...


Non sia mai io mi metta contro gli hacker, stanno sparando sulla Sony come un nerd fa con Call of Duty, figuriamoci a un povero ragazzo di provincia come me che gli combinerebbero. I pirati informatici hanno vinto una battaglia contro il colosso nipponico attraverso le minacce di un cyber attacco stile 11 settembre. La causa del conflitto è stata l'uscita di questo film "The Interview", che racconta di come un presentatore di talk show e il suo direttore tentano di assassinare il leader nordcoreano Kim Jong-un su istruzioni della Cia. Pare che dietro questo attacco ci sia proprio la Corea del Nord, tant'è vero che il ministero degli esteri nordcoreano denunciò la pellicola come "evidente atto di terrorismo e di guerra", chiarendo che "se l'amministrazione Usa sarà connivente e patrocinerà la proiezione del film, saranno prese contromisure forti e spietate". Ora, si sa che gli americani sono abbastanza irascibili e subito partono sparati con aerei navi e bombe, però mi rivolgo a lei Presidente, dai Barack, è solo un film, noi siamo superiori, ci ridiamo su...invece il tanto buffo quanto crudele dittatore coreano lo trovo proprio uno di principio, per niente fa partire una bomba atomica capace di sgretolare Giove e Saturno messe insieme solo per una questione di princicio. Sa come si dice...la ragione è dei fessi, sorvoliamo stavolta, in fondo è solo un film e sicuramente sarebbe stato pure brutto, immaginate la versione italiana: Maurizio Costanzo e Fedele Confalonieri che vanno in Corea per ammazzare Ji Ju come cacchio si chiama, e magari non ci riescono perché il dittatore gli dice: "no, io sono come Maradona, mi faccio intervistare solo da Gianni Minà"...


mercoledì 17 dicembre 2014

Instagram regala altri cinque filtri

Fino a poco tempo fa avevo un vecchio telefono. Quando ho preso un nuovo smartphone mi sono reso conto che praticamente di Instagram possedevo solo l'icona. Infatti la mia arcaica versione includeva giusto una decina di filtri, l'opzione "regola" e quella "cornice". Quando ho aperto la app col mio nuovo cellulare....mamma e che ne è uscito: nitidezza, vignettatura, altre ombre, calore, contrasto, saturazione... mi pareva di leggere il glossario di Photoshop. Da allora, con tutti questi effetti, postare una foto mi risulta difficile come il cubo di Rubik. Eh si perché tutti stiamo là ad apportare quelle tanto impercettibili quanto inutili modifiche, (tipo passare il calore da 50 a 52), e solo dopo che abbiamo adottato per un paio d'ore la minuzia di un chirurgo plastico all'opera decretiamo l'esito positivo del nostro scatto. Nonostante le miriadi di scelte possibili, per Natale Instagram ha deciso di implementare la sua gamma con ulteriori cinque filtri. Così, è vero che farai la foto a Natale ma per quando finirai di ritoccarla la condividerai a Capodanno, però anche l'alberello più spelacchiato magicamente sarà bello come quello di Central Park...

martedì 16 dicembre 2014

Chi veste Lady Gaga?

Essendo fan dei Rolling Stones, capita spesso che mi metta a vedere qualche loro pezzo su Youtube. L'altro giorno, mentre ascoltavo una versione live della famosa Gimme Shelter, mi spunta Lady Gaga, vestita come una caramella di Candy Crush e con un capello biondo così platinato che al confronto Donatella Versace pare scura come Morticia Addams. Nonostante avesse degli zatteroni alti più o meno come Renato Brunetta, ballava  e cantava come se indossasse le babbucce De Fonseca. Ovviamente Michelino Jagger, nonostante l'outfit orripilante della Gaga, subito si è attizzato, ma la pietra rotante in fondo non fa testo perché è un'allupato incorreggibile. Provate a sfogliare qualche immagine dal web. 
Il signore che veste Lady Gaga sembra essere uscito da Paura e delirio a Las Vegas. Ma non in fondo non è colpa sua, anche a Miss Germanotta dovrà piacere indossare la livrea bizzarra. Oddio... vestirsi con la carne di una intera macelleria, secondo me, va anche leggermente oltre il bizzarro...







lunedì 15 dicembre 2014

Rock economy

Finalmente è stato trasmesso il concerto di Celentano, perché non ce la facevo più a svegliarmi dal dormiveglia pomeridiano causato dall'innalzamento improvviso del volume della TV. Persino gli animalisti - addirittura anche una fervida come Michela Vittoria Brambilla - hanno iniziato a schifare quella pantera, che a ogni ruggito faceva quasi vibrare il lampadario. Adriano con la sua pubblicità ha rovinato le pennichelle di mezza Italia...

venerdì 12 dicembre 2014

Il vero volto di Instagram: il selfie

Instagram conta circa 70 milioni di foto e video al giorno. Praticamente è na grande fotocopiatrice, eh si perché poi se vai a vedere, le foto che ci facciamo sono sempre tutte uguali. Prima tipologia fra tutte...il selfie. Che dietro compaia la bianca tazza, una ressa di gente o una spiaggia assolata, il volto del selfer è sempre lo stesso: per l'uomo è lo sguardo imbronciato tipo furto da portafoglio, per la donna invece abbiamo l'occhietto sgranato e questa anomala contrazione centripeta delle labbra. Per il selfie di gruppo si ricorre al sorriso, come sempre non entrano tutti, e così le aziende sono ricorse alla creazione di questa mazzarella per i Selfie. Sapendo che il Vucumprà rappresenta l'elasticità del mercato, e, siccome la mazzarella ormai rientra nella sua rosa di prodotti vendibili insieme all'accendino e al fazzoletto, abbiamo una prova concreta che questa asta è realmente comprata. D'altronde su 300 milioni di utenti...qualche fesso sempre ci sta....

giovedì 11 dicembre 2014

Aria di complotto

Provate a scrivere ad un amico: spunta blu, rispondimi, lo so che hai letto nonostante questo non èsia vero. Sicuramente lo scherzetto è divertente e il poverino rimane stranito. Mi raccomando però, per carità, non fate mai questa marachella ad un amico complottista, perché quest'ultimo è facilmente soggetto ad entrare in paranoia. Eh si perché il complottista è convinto che Mark Zuckerberg non tiene niente da fare, e sta spiando proprio a lui. Inizierà col dire: "hai visto? la spunta blu esce quando loro hanno letto".
E quindi tu stavi scherzando e invece lui crede che il fondatore di Facebook, che a trent'anni ha il mondo in mano solo perché all'età di vent'anni al posto di leggere post che dicono che i dentifrici sono anestetici di massa, magari leggeva gli algoritmi con la facilità che noi usiamo per leggere san Martino campanaro, e si convince che uno così controlli un ragazzo che magari nei suoi messaggi di WhatsApp la cosa più intelligente che scrive è: "usciamo stasera? ho voglia di scassarmi e di farmi come l'accetta"...

mercoledì 10 dicembre 2014

Via col vento


Lo zucchetto del Papa l'altro giorno sembrava la controfigura di Rossella O'Hara, volando via con una folata di vento. Finalmente questi copricapi hanno qualcosa di umano. E si perché pareva che quasi fossero cuciti sulle teste dei sommi pontefici, dato che non si smuovevano mai. Da quando c'è Papa Francesco si sta umanizzando tutto nella Chiesa

martedì 9 dicembre 2014

I guanti capacitivi

Non abbiate paura, finalmente potete uscire anche con i climi più rigidi. Eh si perché negli ultimi anni molti ragazzi non uscivano più durante i mesi invernali, a causa del freddo alle mani. Durante le serate invernali smanettare con lo smartphone risulta impossibile visto che con i guanti il touch non funziona e certe sere, quando ti devi vestire in stile Burqa e risulta difficile cacciare anche un solo centimetro quadro di pelle dal cappotto, questi poveri giovini, non potendo aggiornare il loro stato di Facebook o mettere foto alcuna su Instagram, preferiscono stare a casa. Ma non abbiate paura, sono arrivati i guanti capacitivi, che permettono di usare lo smartphone con le mani al calduccio, che non ci faranno rischiare di perdere le falangi ne l'ipotermia. Quindi da oggi, quando non si apre questo o quel social, potete tornare a prendervela con la RAM, con la connessione, ma non con il freddo....

domenica 7 dicembre 2014

La domenica del ragù

Chi lo dice che a Napoli sono tutti sfaticati? Per esempio nella città partenopea la domenica è più feriale degli altri giorni. Il "cartellino" però si timbra in cucina dove si prepara il ragù. In ogni casa che si rispetti ci si alza presto per dedicarsi al sacrale piatto. E la stessa abnegazione si adotta per la partita del Napoli. La verita quindi è che in questa città la domenica ci si stanca, ed è logico poi riposare il resto della settantina...

sabato 6 dicembre 2014

I vip tornano ai "flip phone"


Pare che i cellulari degli anni novanta stiano tornando di moda tra i vip.
Il signor Nokia e il signor Motorola, si staranno mangiando le mani visto che un tempo erano i principali produttori di quel genere di cellulari e oggi si sono ritrovati a vendere le loro aziende a Microsoft e Google. Eh si perché da domani fiotti di fans si verseranno nei negozi a comprare il modello come quello che ha Rihanna.
Ormai il mondo funziona così: se domani Madonna si sveglia e va in carrozza, tutti i suoi fans si comprano il cavallo, perché...è alla moda. Quel povero cristo che va a lavorare dall'altra parte di Londra, non pensa minimamente che la metro è un tantinello più comoda, che l'abbonamento già lo tiene pagato, niente, si segue quello che fa Madonna perché ne è fan.
A me sinceramente può fregar di meno dei Vip e delle loro scelte, perché dopo aver speso soldi per lo smartphone che dura meno del latte a lunga conservazione in quanto difficilmente supera i due anni, sarebbe triste vedere che Rihanna ha il telefonino identico al mio, che però da dieci anni sta nel comodino, ancora con lo scatolo e lo scontrino perché se li perdevi....papà ti faceva la capa tanta, funzionante come Stakanov, al massimo gli va regolata solo data e ora, però riposto lì perché non era alla moda...

venerdì 5 dicembre 2014

geni giapponesi...MARRY ME


No, quello che vedete non è fatto con Paint. In effetti sembra uno schizzo simile a quello che tutti hanno fatto nella vita col celebre programma di Windows. Molto spesso facevi scarabocchi simili ed eri fiero del tuo operato, poi puntualmente arrivava il tuo amico smanettone di photoshop che faceva un fotomontaggio talmente pieno di effetti che pareva na battaglia degli Avengers, e finiva la tua ventata di ottimismo. Questa foto non è frutto di Paint programma, ma di un "Paint umano"...
Che i giapponesi siano dei geni, si è sempre saputo. Basta pensare che venti anni fa hanno fatto la playstation, mentre il resto del mondo ancora metteva Pacman al pari della mela di Newton, ma questo artista, tale Yassan, non mi sembra proprio la "cima del Sol Levante". Praticamente questo si è fatto tutto il Giappone con un app tipo Runtastic, per far si che alla fine, dopo ben 7163 km, se guardavi la mappa nipponica, il tragitto da lui percorso scriveva  "MARRY ME".  Mo, ok bella impresa, ma immaginiamo un po la fidanzata. Questo nel 2008 lascia il lavoro, si avvia a tipo Forrest Gump in giro per il Paese, si presenta dopo sei anni (magari lei intanto poteva trovarsi uno più normale), piglia il cellulare e dice guarda qua... Sicuramente sarà stato emozionante, soprattutto perché lei avrà capito che non è tutto scemo, ma solo in parte, ma amico caro, ti rendi conto che se lo scrivevi in giapponese ( 結婚してください ) sta poveretta andava in menopausa?

giovedì 4 dicembre 2014

Italia Paese più corrotto d'Europa

Stamattina ho letto che il rapporto annuale di Trasparency ci vede i più corrotti d'Europa al pari con Grecia, Bulgaria e Romania...
Da quello che ho letto in questi giorni praticamente, la Somalia e la Birmania - i Paesi più corrotti al mondo - rispetto a Roma appaiono come i Paesi della Scandinavia. Se un Birmano viene qua, si sente onesto come Papa Francesco.
Giannino Alemanno è talmente corrotto che ogni volta da dieci centesimi di mazzetta al portiere del suo palazzo per non pagare i cinque dell'ascensore...un genio.

mercoledì 3 dicembre 2014

Il collezionista di beati: la vera storia di Gianni Alemanno

Quando io ero piccolo gli smartphone non esistevano e a differenza di oggi non avevamo i giochini delle App belli e fatti con cui dover solo giocare, e quindi dovevamo arrangiarci con i nostri pupazzetti. Alla fine però, dopo che avevi fatto interpretare qualsiasi ruolo al tuo peluche, dopo che ti eri inventato qualsiasi tipo di mondo fantastico (qualcuno da bambino ha pensato a tanti di quei mondi da creare saghe come Star Wars) non sapevi proprio più come passare il tempo e ti andavi a lamentare da mamma. La risposta ovviamente non era mo ti compro un altro giocattolo, ma: "mettiti a collezionare schede telefoniche". Ed ecco che tutti i bambini della mia generazione, giravano per il paese alla ricerca delle più disparate carte telefoniche, a volte andando pure a cercare nell'immondizia. I più altolocati ovviamente collezionavano i francobolli, mentre la classe meno abbiente...i pacchetti di sigarette (in questo settore c'erano alcune rarità di contrabbando da un valore veramente alto), la classe media invece...schede telefoniche. Ora, tutto questo per dire  cosa, ce la vogliamo prendere con Alemanno, ok, ma mica è colpa sua se da bambino, stanco di giocare con quell'unico soldatino che tra l'altro era pure rotto perché aveva il braccio destro bloccato e teso verso l'alto - che gli ha ulteriormente sconvolto l'esistenza -  la mamma gli ha detto: "Giannino bello, mettiti a collezionare beati". La povera donna intendeva fargli collezionare i famosi santini, ma il povero Giannino fraintese proprio parola e invece di beati capì reati. Da allora sto povero sfortunato ha fatto qualsiasi cosa pur di essere incriminato. Alle elementari rubava pastelli e minacciava i suoi amichetti con le forbici dalla punta arrotondata, ma nessun insegnante gli ha mai dato furto e rapina, semmai qualche nota sul registro e il divieto di vedere art attack. Il piccolo Giannino capì da subito che collezionare reati non è una cosa semplice, la mamma aveva ragione. Fu così che decise di entrare nel mondo dove commettere crimine è consuetudine, e si lanciò in politica. Da allora corruzione, favoreggiamento, ne iniziò a collezionare uno dopo l'altro. Gli mancava solo collusione con la mafia che è un po come era Maradona  per le figurine Panini degli anni novanta: abbastanza introvabile Eppure, alla fine, dopo tanti anni, il piccolo Giannino ci è riuscito. Dopo che vi ho raccontato la vera storia di Alemanno, non vi fa più pena di prima?

martedì 2 dicembre 2014

Che tipo sarebbe stato Marco Polo oggi?

La Netflix produrrà una serie sul mitico esploratore italiano. Che bello. Eh si perché Marco Polo ha fatto quello che facciamo oggi noi solo che 800 anni fa e con il solo uso della penna. Io lo immagino oggi, sarebbe il classico malato di Instagram, che twitterebbe con l'Hashtag #transiberiana, che segnalerebbe la sua posizione su facebook...Marco Polo è stato qui. Sarebbe stato il classico tipo che avrebbe messo tre stelle su trip advisor a piazza Tienanmen, scrivendo solo...carina. Allora meno male che sei esistito Marco, perché tu andavi fuori a esplorare, quelli di oggi stanno fuori e basta :)
PS: poi non dimentichiamo che anche a selfie sta messo bene, sulla mille lire spaccava

lunedì 1 dicembre 2014

Generazioni Hi-tech

Sarei curioso di fare un sondaggio e chiedere ai bambini a che serve uno smartphone. Non credo vincerebbe la voce a telefonare, ma sicuramente quella a tenerci ipnotizzati mentre i nostri genitori pensano ai fatti loro. I bambini di oggi saranno pure più intelligenti, ma sono di un alienazione che spaventerebbe pure Karl Marx. Gli smartphone li hanno rimbecilliti ulteriormente. Prima di questa era, noi di una generazione ormai vintage, rispettavamo le rigide regole dei genitori analogici, che ti davano un tempo massimo per giocare: "alle quattro basta giocare facciamo i compiti". Quando arrivavano giochi come Fifa o capolavori del tempo come Metal Gear Solid,  gli orologi delle case di mezza Italia andavano sempre qualche ora indietro, praticamente si allineavano col fuso del Nevada, ma nell'ordinario, alle tre già stavi facendo i compiti. Magari i nostri genitori ci hanno provato pure a farci alienare con qualche giochino, ma credetemi, la trottola non ha lo stesso appeal di Play Store. Oggi i genitori danno questi apparecchi in mano ai bimbi così da toglierseli davanti. Poi nessuno si deve lamentare se nascono problemi di natura etica. Infatti alla domanda vuoi più bene a mamma o a papà, qualche bambino risponderà...a Pou...:)